Mi chiamo Rosa e mi sono sposata a 20 anni con Franco, mio compagno di liceo e primo e unico amore, a parte l’eccezione che vi sto per raccontare. Franco lavora come impiegato in un’azienda mentre io sono casalinga. Abitiamo con Andrea, il nostro unico e adorato figlio, in una casa a schiera alla periferia di Bologna, e la nostra vita scorre serena come una normale famiglia media.
Un giorno, quando Andrea era ormai quindicenne, successe una cosa che cambiò improvvisamente la mia tranquilla vita di mamma e moglie.
Tutto ebbe inizio il 7 febbraio di tre anni fa, quando entrai in camera di Andrea per riporre la biancheria che avevo lavato e stirato. Prima di entrare avevo bussato, come facevo sempre, ma quella volta, soprappensiero, entrai senza attendere il suo consenso e lo sorpresi mentre si stava masturbando. Andrea era tutto rosso in viso, con il membro in mano; era davanti al PC e, come ebbi modo di appurare in seguito, stava guardando un video porno.
Rimasi come paralizzata a quella vista assolutamente inaspettata e riuscii solo a proferire la parola “scusami” mentre richiedevo immediatamente la porta.
Subito mi assalì la preoccupazione di aver turbato mio figlio. Come si poteva sentire ora che lo avevo scoperto mentre faceva quelle cose indecenti? Perché non avevo aspettato prima di entrare! Come avrei potuto rimediare?
Quando Andrea dopo un po’ usci dalla sua stanza, mi avvicinai a lui chiedendogli scusa per essere entrata subito senza aspettare il suo consenso. Aggiunsi che non c’era niente di male in quello che stava facendo, ormai stava diventando un adulto ed è normale iniziare a conoscere il proprio corpo. Per cercare di ridurre il suo imbarazzo, abbassando gli occhi aggiunsi: “Anch’io ogni tanto mi accarezzo da sola”.
In effetti ogni tanto mi lasciavo andare, alla sera, quando mio marito usciva per andare a giocare a biliardo, andavo a letto e mi accarezzavo accompagnata dalle mie fantasie erotiche.
Andrea fu un po’ rincuorato dal fatto di sentirsi “normale” e tutto tornò come prima.
Ma il giorno dopo ritornò sull’argomento. Mi chiese quanto spesso poteva masturbarsi e mi chiese con quale frequenza lo facevo io. Gli risposi che non c’era una regola precisa e, riguardo a me, risposi, estremamente imbarazzata, che dipendeva dai periodi e comunque lo facevo molto di rado.
Andrea poi mi disse che avrebbe voluto confessarmi un segreto a patto che fosse rimasto tra noi. Quando risposi affermativamente mi invitò in camera chiedendomi se avevo mai visto dei video porno. Gli risposi di no e che, comunque neanche lui avrebbe dovuto vederli perché non era ancora maggiorenne. Andrea mi disse che il suo amico Carlo gli prestava i filmati porno che lui riusciva a scaricare in modo abusivo da internet ma questo doveva rimanere assolutamente un segreto tra di noi.
Spinta da complicità e curiosità mi sedetti vicino ad Andrea e cominciammo a vedere i filmati che l’avevano “ispirato” il giorno precedente.
C’erano scene di sesso molto esplicito, perfino anale, di cui avevo solamente sentito parlare.
I filmati fecero presto effetto su Andrea, che si accarezzò la patta dei pantaloni dicendomi che gli era diventato duro. Poi si aprì la cerniera dei pantaloni e fece per estrarre il membro ma, a quel punto io, completamente frastornata, mi alzai e usci velocemente dalla stanza dicendo: “queste cose falle da solo!”.
Ero completamente stordita dal comportamento di Andrea e dall’eccitazione provocata dalla visione dei video porno, mi sentivo bagnata tra le cosce.
Andai in camera mia e, guardandomi allo specchio, cominciai ad accarezzarmi i seni e la passerina. Era la prima volta che mi sentivo così eccitata ed i miei umori avevano bagnato perfino gli slip. Mi distesi a letto e mi accarezzai pensando ai filmati che avevo visto poco prima, ma mi accorsi che mi eccitava anche il pensiero che mio figlio, molto probabilmente, stava facendo la stessa cosa in camera sua. Poco dopo raggiunsi un meraviglioso e intensissimo orgasmo che sembrava non finire mai.
Dopo parecchi minuti, necessari per riprendermi, mi ricomposi e mi alzai. Mi accorsi che la porta della camera era socchiusa mentre ero sicura di averla chiusa. Poi mi accorsi che a terra c’erano delle gocce di sperma: Andrea mi aveva spiato e si era masturbato!
In un primo momento fui presa da un enorme disagio nel sapere che mio figlio mi aveva visto in quelle condizioni oscene.
La sera stessa, ripensando a quello che era accaduto, non riuscivo a dormire. Aspettai che mio marito si addormentasse per masturbarmi nuovamente. Quando raggiunsi l’orgasmo feci talmente rumore che mio marito si svegliò, per fortuna non si accorse di niente. Gli dissi che mi ero rigirata nel letto perché non prendevo sonno e lui riprese a ronfare.
Il giorno successivo Andrea mi chiese di chiese di potermi guardare mentre mi masturbavo.
La sua domanda mi lasciò esterrefatta, gli risposi seccamente che non se parlava nemmeno e che non erano cose da chiedere. Lui, prontamente, mi rispose che anche io lo avevo visto mentre lo faceva e, quindi, era giusto che anche lui mi vedesse.
Mi chiesi se aveva intuito che io, il giorno prima, avevo capito che lui mi aveva guardato mentre mi masturbavo. Ovviamente io non dissi nulla di ciò ad Andrea perché sarebbe stato ancora più imbarazzante.
Quando pensavo alla sua richiesta provavo un insieme un senso di fortissimo di imbarazzo misto ad una travolgente eccitazione: ma come avrei potuto spogliarmi nuda davanti a mio figlio e cominciare a toccarmi? Era assolutamente fuori discussione.
Mi sentivo come in vicolo cieco. Purtroppo per rassicurare Andrea gli avevo detto che anch’io mi masturbavo e questo aveva generato in lui la curiosità di vedermi mentre lo facevo. Peraltro solo il giorno successivo mi sorprese mentre mi masturbavo. Sicuramente sarebbe stato più istruttivo che avesse visto com’era una donna in carne e ossa invece dei filmatini porno sul PC, ma questa non potevo certo essere io, la sua mamma!
Guardando un film dove una persona veniva bendata mi venne in mente la soluzione che, forse, mi avrebbe permesso di superare le mie remore.
Così, all’ennesima richiesta di Andrea, nel ribadire che non potevo farlo perché sarebbe stato troppo imbarazzante per me, gli dissi che non ne potevo più delle sue richieste e che, se voleva, avrei potuto, al massimo, farlo mentre ero bendata, in modo da non vederlo.
Andrea sembrò molto soddisfatto del fatto che le sue richieste avevano finalmente raggiunto il risultato sperato ed ebbi l’impressione che l’essere bendata fosse, per lui, ancora più eccitante.
Andai in camera, mi spogliai rimanendo in slip e reggiseno, mi bendai e mi distesi a letto.
Infilai un mano sotto agli slip e cominciai ad accarezzarmi.
Andrea entrò non appena furono trascorsi i dieci minuti che gli avevo chiesto.
Sentivo il suo respiro ansimante ed immaginavo il suo sguardo voglioso su di me; mi stavo sciogliendo per l’eccitazione.
Mi scoprii i seni e mi tolsi gli slip. Quella mattina mi ero depilata completamente, in modo che Andrea potesse vedere la mia passerina completamente pulita, come quelle delle donne dei filmati che mi aveva fatto vedere. Con una mano mi accarezzavo un capezzolo e con l’altra la clitoride. Ogni tanto infilavo due dita nella vagina che ormai era bagnatissima. Dal suo ansimare mi resi conto che anche Andrea si stava masturbando, e questo mi eccitò ulteriormente. Poco dopo sentii i fiotti del suo sperma sul mio corpo e venni anch’io.
A quel punto Andrea prese dei fazzolettini e si offrì di ripulirmi. In realtà capii subito che era solo una scusa per toccarmi dappertutto. Io, immersa ancora nella mia eccitazione, lo lasciai fare.
Gli permisi anche di infilarmi un dito nella vagina, ma poi gli dissi che ormai era tardi e che dovevamo rivestirci.
Non parlammo più dell’accaduto fino al pomeriggio seguente quanto Andrea, al ritorno da scuola, mi chiese di ripetere l’esperienza.
Andai in camera e mi misi a letto, completamente nuda e, ovviamente, bendata. Andrea entrò poco dopo e riprese l’esperienza da dove l’aveva lasciata il giorno precedente. Cominciò ad accarezzarmi la passerina ma, poco dopo, mi penetrò, iniziando a muoversi dentro di me con la goffaggine della prima volta. Nonostante la mia eccitazione fosse alle stelle riuscii a comprendere il rischio che stavo correndo: non stavo utilizzando alcun anticoncezionale! Pregai Andrea di togliersi da me promettendogli che avrei continuato con la bocca. Non avevo esperienza in pompini ma mi piacque subito e, poco dopo, ingoiai tutto il suo sperma.
Il giorno seguente mi procurai dei preservativi ed il giorno dopo del lubrificante per i rapporti anali. La mia vita e i rapporti con Andrea erano rimasti uguali, ad eccezione dei pomeriggi (quasi tutti) in cui, per un’oretta, davamo libero sfogo alle nostre esigenze sessuali, senza alcun imbarazzo grazie alla mia benda sugli occhi.
Nell’ultimo anno i nostri pomeriggi di sesso sono diventati sempre più rari, anche perché Andrea deve ora soddisfare le sue numerose amiche.
Sono molto orgogliosa del mio Andrea è ormai è diventato un uomo molto sicuro di se e un amante eccezionale.
Penso che sia anche merito di ciò che accadde il 7 febbraio di tre anni fa.